111 stanze

di Giulia Casartelli

dal 25.07 al 02.08.2026
dove

Chiesa di San Giovanni Evangelista (Chiesa Vecchia), piazza Don Gnocchi, 23851 Galbiate (Lc)


date

la mostra sarà aperta dal 26.07 al 02.08.2026


orari

07.30 – 12.00 e 15.00 – 19.00
Giulia sarà presente ogni giorno (tranne mercoledì 29) alla Chiesa Vecchia per accogliere i visitatori e rispondere alle loro domande


info

inaugurazione: 25.07.2026
17.00 – 19.00: apertura della mostra alla Chiesa Vecchia
19.30 – fino a tardi: festa con cibo e bevande al Circolo Arci Libertà, Largo Indipendenza 16, 23851 Galbiate (Lc) 

  • conversazione tra Giulia Casartelli, Giovanni Nova di Vibes SSD e la giornalista Silvia Golfari
  • presentazione del Giardino del Tempo, il nuovo spazio verde del Circolo, con Marco Bottaro, coordinatore del progetto "Le Radici con le Ali" dell’Impresa Sociale Girasole
  • cena con pizzoccheri



La mostra “111 stanze” presenta 111 acquerelli realizzati nel 2021 da Giulia Casartelli ed esposti per la prima volta l’anno successivo a Venezia, al Centro studi e documentazione della cultura armena, con la curatela della storica dell’arte Camilla Pietrabissa.

L’esibizione ha portato a conclusione il progetto di arte postale Studiolo, cominciato il 28 aprile 2020 e terminato il 3 settembre 2021: nell’arco di 17 mesi, in concomitanza con 15 eventi per lei significativi, l’artista ha dipinto 111 acquerelli in formato cartolina e li ha spediti a diversi indirizzi tra India, I
talia, Grecia e Turchia. Si tratta di luoghi nei quali Giulia ha vissuto e dove risiedono persone importanti per il suo cammino: amici, mentori, individui incontrati in un’occasione e mai più rivisti, ma non per questo dimenticati.

Ogni cartolina è stata prima quadrettata a mano, con matita e squadre, e poi colorata con frammenti (frasi, parole, a volte una sola lettera) del racconto autobiografico Clementina Mani di Burro (edizioni postali tigre, 2022), scritto dall’artista tra il 2014 e il 2020: Giulia ha affidato un pezzo della sua storia ad altri. L’intera serie di cartoline inviate è archiviata qui. Ogni opera include nel titolo il nome del destinatario, il luogo e la data della sua realizzazione, incorporando spazio e tempo. La storica Elena Rizzi, nel catalogo/archivio della mostra, ha scritto in merito a questo lavoro:

Gli acquerelli-cartoline sono frammenti dipinti di una storia personale che giunge in dono ad amici e sconosciuti. Sono attimi di vissuto donati ad altri. I destinatari sono così invitati a custodire questo frammento nel loro altrove, in uno spazio altro, ad accoglierlo, (forse) a comprenderlo. Gli acquerelli-cartoline, seppur distanti e sparsi in diversi luoghi, echeggiano l’uno nell’altro. […]. Creano delle relazioni tra le singole cartoline, costituiscono dei dialoghi segreti tra i vari destinatari e danno così forma a legami non ancora esistenti, invisibili o attesi.Terminato l’invio, il 3 settembre 2021, Giulia si è messa in viaggio per visitare “l’altrove” in cui le 111 cartoline erano state spedite e, in molti casi, custodite. L’artista ha fotografato gli spazi intimi in cui erano stati sistemati i disegni; qualora non fossero visibili, ha documentato a parole la loro collocazione (cantine, scatoloni, depositi). In alcuni casi, non ha contattato i destinatari, ritenendo inopportuno curiosare nelle loro stanze e preferendo trasformarle in foglie d’oro. Concluso il viaggio, Giulia è tornata a casa (che si trovava a Venezia in quel periodo), ha preso 111 fogli di carta dello stesso formato delle cartoline spedite, li ha quadrettati e ha riprodotto ciò che aveva trovato: le stanze fotografate e le parole scritte per le cartoline assenti. La mostra “111 stanze” raccoglie il risultato di questo esercizio di relazione.

Osserva Elena Rizzi:
Il lavoro di Giulia è, certo, un lavoro autobiografico. Questo continuo esercizio di messa in relazione travalica, però, la dimensione puramente autobiografica. Simone Weil suggerisce in uno dei suoi brevi pensieri annotati nei Quaderni: “Oggetto dell’arte: renderci lo spazio e il tempo sensibili. Fabbricare per noi uno spazio, un tempo umani, fatti dall’uomo, che pure siano il tempo, lo spazio.” [Simone Weil, Quaderni. Volume Primo, Milano, Adelphi, 1982, p. 194. Simone Weil (1909-1943) è stata una filosofa, mistica e attivista politica]
Voglio pensare così gli acquerelli-cartoline e le istantanee-acquerelli presentati in mostra. Questi frammenti di colore si iscrivono in spazi e tempi ben definiti e diversi gli uni dagli altri. Allo ste
sso tempo, questi frammenti e istanti sono simili e ci indicano una direzione comune di abitare lo spazio ed il tempo, di abitare il mondo. Suggeriscono un modo possibile di fare società umana. […] Ci invitano a ripensare le relazioni e a cambiarne la qualità. Ci fanno prendere consapevolezza della nostra estraneità al mondo, agli altri uomini e alle altre donne che abitano quello stesso mondo. Questa presa di consapevolezza può farci scorgere l’urgenza di stare nelle relazioni diversamente, accorciare le distanze, senza mai prendere il posto dell’altro; alzare lo sguardo e farci riconoscere come abitanti di uno stesso mondo, di una stessa società vivente.



Scarica il testo completo di Elena Rizzi qui:
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Con il patrocinio del Comune di Galbiate e della Parrocchia di San Giovanni Evangelista



Con il contributo del Fondo di Comunità di Galbiate e della Fondazione Comunitaria del Lecchese

 

Sponsor tecnici

         
Crediti
graphic design: Giulia Semprini con Skinivanili (Francesca Romano, Isabella Rosa)
documentazione fotografica: Beatrice Valessina
grazie a lemontagne.net per le fotografie del Monte Barro