Taccuino dal vivo
di Nargess Behrouzian02.09.2026
dove
Oratorio Cardinal Ferrari, via Cesare Cantù, 23851 Galbiate (Lc)
aule del catechismo
data
02.09.2026
orari
dalle 10.00 alle 22.00
Oratorio Cardinal Ferrari, via Cesare Cantù, 23851 Galbiate (Lc)
aule del catechismo
data
02.09.2026
orari
dalle 10.00 alle 22.00
info
performance di disegno
sarà possibile prenotarsi scrivendo il proprio nome su un cartellone all’ingresso delle aule del catechismo
03.09.2026
19.00 – 20.30
conversazione pubblica tra Giulia Casartelli e Nargess Behrouzian
Oratorio Cardinal Ferrari, via Cesare Cantù, 23851 Galbiate (Lc)
aule del catechismo
performance di disegno
sarà possibile prenotarsi scrivendo il proprio nome su un cartellone all’ingresso delle aule del catechismo
03.09.2026
19.00 – 20.30
conversazione pubblica tra Giulia Casartelli e Nargess Behrouzian
Oratorio Cardinal Ferrari, via Cesare Cantù, 23851 Galbiate (Lc)
aule del catechismo
istruzioni
Tu ti siedi.
Io ti osservo per cinque minuti, in silenzio.
Poi mi volto verso il foglio. Disegno a memoria, senza voltarmi indietro.
Per cinque minuti, tu mi guardi: ciò che le mie mani ricordano, ciò che perdono, ciò che conservano.
Ciò che appare non è un ritratto. È ciò che rimane dopo aver osservato una postura, un peso, l’impressione di una persona che sta già diventando passato.
Nel corso della giornata, ogni disegno si aggiunge agli altri. La carta va dal pavimento al soffitto. I corpi si accumulano.
I disegni resteranno in mostra il 3 settembre.
Il giorno successivo, ogni disegno potrà essere acquistato.
Prenotati scrivendo il tuo nome all’ingresso.
Ogni incontro dura dieci minuti.
Tu ti siedi.
Io ti osservo per cinque minuti, in silenzio.
Poi mi volto verso il foglio. Disegno a memoria, senza voltarmi indietro.
Per cinque minuti, tu mi guardi: ciò che le mie mani ricordano, ciò che perdono, ciò che conservano.
Ciò che appare non è un ritratto. È ciò che rimane dopo aver osservato una postura, un peso, l’impressione di una persona che sta già diventando passato.
Nel corso della giornata, ogni disegno si aggiunge agli altri. La carta va dal pavimento al soffitto. I corpi si accumulano.
I disegni resteranno in mostra il 3 settembre.
Il giorno successivo, ogni disegno potrà essere acquistato.
Prenotati scrivendo il tuo nome all’ingresso.
Ogni incontro dura dieci minuti.
Nargess Behrouzian
Sarajevo, 20.06.2026
Nargess è stata una delle mie studentesse all’Istituto di studi teatrali applicati dell’Università di Giessen, in Germania. L’ho conosciuta poco dopo i nostri compleanni del 2023, all’inizio del semestre primaverile. Siamo nate entrambe il 15 aprile. L’ho osservata lavorare, ho letto i suoi scritti, ho sfogliato i suoi quaderni pieni di disegni. Sono stata sua ospite: terminato l’insegnamento, durante le successive brevi visite in Germania, mi ha aperto le porte di casa sua, facendola diventare una delle mie 55 grotte.
A giugno del 2025, l’ho vista per la prima volta impegnata col Taccuino dal vivo, durante un festival di teatro: per un giorno intero è stata chiusa in uno studio, interamente ricoperto di carta da pacco, a osservare in silenzio le persone che le facevano visita e a disegnarle a carboncino: “Ciò che appare non è un ritratto. È ciò che rimane dopo aver osservato una postura, un peso, l’impressione di una persona che sta già diventando passato”, dice Nargess.
Il lavoro di un artista ha a che fare con la pratica di un’attenzione pura. Guardare in un certo modo è una ginnastica per l’attenzione: guardare senza cercare interpretazione, fino a quando la luce sgorga. Guardare lasciando il pensiero vuoto, disponibile, permeabile all’oggetto. Non si tratta di tecnica e nemmeno di volontà, ma di un esercizio di presenza, nel tempo e nello spazio. La volontà ha a che fare con l’irrigidimento; l’attenzione con l’apertura. E con la fiducia. [Sono debitrice per questa riflessione a un testo di Simone Weil, Attenzione e preghiera (Meltemi, 2024)]
“Sono diventato scrittore, o più esattamente mi sono lasciato diventare scrittore, per disporre di un tempo puro, svuotato di ogni occupazione seria”, ha scritto Christian Bobin. [Christian Bobin, Autoritratto al radiatore, AnimaMundi Edizioni, 2012, p. 16]
Credo molti artisti potrebbero dire lo stesso. L’attenzione pura, in un tempo puro: Nargess osserva una persona per cinque minuti; si gira, la ritrae mentre quella la osserva a sua volta, con lo stesso sguardo. Eccolo, “il tempo puro”. È il tempo al quale non si chiede; è il tempo che si sa che passerà; è il tempo nel quale si sta, senza distrazione e nel quale si accoglie ciò che arriva.
Tutto accade in silenzio. “Il silenzio è cosa viva” per la poetessa Chandra Livia Candiani:Fondamentalmente è questo che la frequentazione del silenzio e del lasciar essere le cose così come sono crea: fiducia. Non ha molta importanza in cosa, una fiducia radicale e insieme minimale, anche solo che sia un sentiero e che sia percorribile, che ci sia una stanza, che ci si possa sedere, che il dolore o la gioia possano stare seduti con noi, in noi, nella stanza, che possano essere compresi. [Chandra Livia Candiani, Il silenzio è cosa viva, Einaudi, 2018, p.13]
Ho invitato Nargess a GalbiArte pensando potesse creare questo spazio per tutti noi. Uno spazio dove poter semplicemente stare.
Giulia Casartelli
Biografia
Nargess Behrouzian è un’artista e coreografa che vive a Giessen, in Germania. Il suo lavoro spazia tra disegno, pittura, performance e coreografia, unendo l’arte visiva e il movimento. Dopo aver studiato arte visiva e teatro, ha sviluppato una pratica interdisciplinare che esplora la relazione tra corpo, memoria e immaginazione. Nel suo lavoro si interessa a come esperienze personali, emozioni e storie possono essere espresse attraverso immagini e movimento. Attualmente frequenta il master in coreografia e performance all’Istituto di studi teatrali applicati dell’Università Justus Liebig di Giessen.